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Le Sardine e la Musica: la relazione tra movimenti popolari e la musica

Il 19 gennaio a Bologna si è svolta una manifestazione delle sardine diversa dal solito, l’intenzione era quella di ricordare l’evento con cui è iniziato tutto, quando per la prima volta il 14 novembre sono scese in Piazza VIII Agosto 6000 persone in segno di protesta contro Matteo Salvini. Diversa poichè le 40.000 sardine presenti hanno assistito a un’esibizione, durata ben sei ore, di numerosi artisti e musicisti, parliamo di nomi importanti come i Subsonica, Willie Peyote, gli Afterhours guidati dal frontman Manuel Agnelli, Vasco Brondi cantante de Le luci della centrale elettrica e Marracash, ma non solo, hanno partecipato anche Malavoglia, Le Altre di B, Mario Ferrara, Joycut, Rumba de Bodas, Matilda De Angelis e Cristiana Dell’Anna, Skiantos, Fabrizio Barca e Patrizio Roversi, Casa del Vento, Barbabardò, Sandro Ruotolo e Modena City Ramblers,Terzo segreto di satira, Marlene Kuntz, Pif, Vicini D’Istanti, Moni Ovadia.

Che cosa c’entra la musica con la politica? Beh  potremmo rispondere che “Le canzoni sono cose piccole e non servono a niente se non ad essere liberi e scegliere da che parte stare”, come è scritto alla fine del videoclip di una canzone de Lo Stato Sociale (se riconosci quale scrivilo nei commenti :P), in realtà a partire da De Andrè, Guccini, Tenco, le canzoni sono sempre state mezzo di denuncia sociale,  basti pensare alla Guerra di Piero, che probabilmente ti avranno anche fatto studiare a scuola, con la quale De Andrè critica la stupidità, la disumanità e l’inutilità della guerra: «Lungo le sponde del mio torrente voglio che scendano i lucci argentati, non più i cadaveri dei soldati portati in braccio dalla corrente». Sembra poco ma se il proverbio delle nonne “una goccia fa traboccare il vaso” è veritiero, allora possiamo sperare che anche una canzone possa cambiare le cose.

Nonostante al giorno d’oggi le problematiche siano ben diverse, ci sono comunque cantautori che nei loro testi esprimono dei veri e propri spunti di riflessione per l’ascoltatore, un esempio? Gli Eugenio In Via Di Gioia, i quali incoraggiano l’attivismo ambientale sia nelle canzoni ma anche nei fatti, quest’anno hanno dato vita a una campagna crowdfunding per realizzare un’area boschiva nel Trentino. Allo stesso modo Willie Peyote si è sempre mostrato vicino alla problematica del razzismo, di cui nonostante siamo nel 2020 si verificano casi ogni giorno e spesso anche in modo del tutto inconscio.

Lo stesso movimento hippie è una dimostrazione di come la musica vada a braccetto con questioni politiche e sociali, infatti, il rock psichedelico di quel periodo, costituiva un modo per comunicare il messaggio di rivoluzione attraverso una controcultura, non realizzata con armi o guerre ma attraverso proteste che partivano proprio dal modo di vivere di queste persone. Le sardine in confronto a tale rivoluzione sono grandi tanto quanto un acaro, ma se vogliamo, possiamo immaginare un parallelismo: anch’esse sono scese in piazza né con violenza né per supportare un unico partito politico, ma per sostenere la propria piccola grande rivoluzione con i mezzi di cui dispongono, e la musica è uno di questi.

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