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Intervista a Caspio- L’elettro Underground sta tornando

Se ascoltate il suo primo EP, “Giorni Vuoti”, avrete la sensazione di fare un viaggio a Berlino: vi ritroverete immersi in un’atmosfera urban e un po’ oscura, con sonorità elettroniche e ricercate.

Abbiamo fatto quattro chiacchiere con Giorgio di Gregorio, in arte Caspio. Se ascoltate il suo primo EP, Giorni Vuoti, avrete la sensazione di fare un viaggio a Berlino: vi ritroverete immersi in un’atmosfera urban e un po’ oscura, con sonorità elettroniche e ricercate. Ma la città in cui scrive, compone e suona è Trieste, all’interno di un palazzo austroungarico.

In un momento in cui la musica indie- e la musica italiana tutta-, sta riscoprendo le sonorità elettroniche, Caspio con questo EP definisce bene la sua identità artistica all’interno del panorama. Giorni Vuoti è il frutto di un’artista che ha qualcosa da dire: un messaggio un po’ cupo, ma di cambiamento, che ricorda l’underground italiano anni ’90.

Qual è la canzone del disco a cui sei più legato e perché?

Dopo Tutto. È la traccia conclusiva di Giorni Vuoti, il vero
messaggio finale. Chiude l’album, il viaggio, l’autoanalisi con
un messaggio quasi speranzoso, positivo. Dice che ci si può
rialzare, se si vuole.

Quali sono gli artisti che ti hanno influenzato maggiormente?

In realtà non so mai rispondere a questa domanda. Gli artisti
che ascolto più spesso non sempre hanno necessariamente
influenzato la mia musica, appartengono a generi diversi dal
mio, a sonorità diverse tra loro. Faccio due nomi, tutti stranieri:
Nine Inch Nails, The National, Bon Iver, Depeche Mode, ma
anche la musica nordica elettronica e folk, il grunge anni 90, il
post-rock.

Secondo te “Giorni Vuoti” rispecchia il disagio sociale che stiamo vivendo?

In realtà Giorni Vuoti vuole proprio “romperlo” questo disagio.
All’inizio racconto di una routine che ti svuota, che ti trascina
giù, che ti fa essere come dovresti e non come vorresti, ma
poi Giorni Vuoti è un messaggio di ripartenza. Diciamo che
Giorni Vuoti si può sovrapporre alla situazione che molti
stanno vivendo in questo momento storico: giorni tutti uguali,
spesso noiosi, che però nascondono un’opportunità di
cambiamento.

Caspio, live

La tua musica ha un mood cupo, deriva da un particolare momento della tua vita?

No. Sono sempre stato indirizzato verso questo tipo di suoni e
di atmosfere. Non credo molto nella dittatura del
mono-sentimento, dove uno o è triste o è felice. Forse, però,
attinge al malumore della generazione spartiacque cui
appartengo.

Tu sei anche un polistrumentista. Nascono prima i testi o la musica?

La musica regna sovrana. I testi sono già lì, inscritti nella
musica che fai. Il testo viene dopo ma è la musica stessa che
ti suggerisce di cosa parlare.

Cover Giorni Vuoti

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Di Silvia Treccarichi

*Economics and Communication for Management and Innovation
*Music addicted, sometimes writer

Instagram: @silviatrec
Email: silviatrec@gmail.com

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